Domenica, 28 Luglio 2019

Allo studio un nuovo modello per prendere in carico le patologie non urgenti

Guardie mediche. Segnana: “Nessun flop. Partiamo dai risultati già raggiunti per migliorare ulteriormente il servizio”

“A chi si ostina a guardare il bicchiere mezzo vuoto rispondiamo che solo tenendo presente l’altra metà piena si parte col piede giusto per risolvere i problemi”. L’assessore provinciale alle politiche per la salute, Stefania Segnana, interviene nuovamente sulla questione dei medici di continuità assistenziale e respinge le critiche ricordando che le difficoltà sono più che note e che l’Amministrazione si sta impegnando assieme all’Azienda provinciale per i servizi sanitari per sopperire alla mancanza di medici.
“Nel frattempo i primi provvedimenti sono stati adottati - sottolinea l’assessore - abbiamo garantito nel Tesino la copertura in orario diurno nei giorni di sabato e domenica e, come annunciato, tra pochi giorni, precisamente dal 3 agosto, riaprirà il servizio di guardia medica per la Val di Ledro”.

“Sono passi avanti per nulla scontati - commenta ancora l’assessore Segnana - che testimoniano la decisa volontà di questa Giunta di invertire una rotta che aveva portato nella scorsa legislatura alla chiusura dei servizi di continuità assistenziale in alcune zone che invece ne hanno reclamato la necessità, vuoi per la distanza dai centri maggiormente serviti, vuoi per particolari esigenze come quelle scaturite dalle presenze turistiche. Poi ovviamente sappiamo che la ricerca di medici non è facile, come non lo è in tante regioni italiane. In ogni caso, riteniamo che la difesa dei territori di montagna passi anche attraverso l’erogazione di servizi essenziali, quali sono appunto tutti quelli legati alla sfera sanitaria e sociale. Ecco perché stiamo analizzando con la massima attenzione caso per caso, pronti a studiare con l’Azienda sanitaria anche formule innovative capaci di superare problemi oggettivi come la difficoltà nel reperire personale sanitario. Puntiamo in particolare ad assicurare la continuità assistenziale anche nelle ore notturne per garantire la presenza di un presidio nelle 24 ore.
Crediamo che anche per il nostro territorio sia il momento per organizzare una Centrale operativa per la continuità assistenziale, che garantisca uniformità di trattamento ed intervento per tutti i trentini. È il motivo per cui stiamo progettando un nuovo modello di presa in carico del cittadino legato alle patologie non urgenti.
Un percorso che naturalmente non vogliamo calare dall'alto: proprio per questo, con l'Azienda sanitaria, stiamo iniziando a coinvolgere sia l’ordine dei medici sia quello degli infermieri, per valutare insieme le iniziative da intraprendere sempre con l'obiettivo di dare ai nostri cittadini le migliori risposte possibili.”

Comunicato 1805