Valutazione della performance dei sistemi sanitari
L'Amministrazione provinciale ha posto tra gli obiettivi del Programma di sviluppo per la XIV legislatura, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 2608 del 30 ottobre 2009, quello di "Potenziare il principio della valutazione delle performance del sistema sanitario trentino in comparazione con le Regioni italiane ed europee più avanzate, e più in generale effettuare valutazioni orientate a garantire la sostenibilità economica delle scelte organizzative individuate ".
La Provincia autonoma di Trento ha valutato positivamente l'opportunità di far parte di una rete interregionale che a fronte dell'esperienza maturata dalla Regione Toscana, sia in grado di muovere ulteriori passi avanti nella valutazione delle prestazioni erogate dal sistema sanitario, utile per un confronto regionale, tra le aziende sanitarie e per un coordinamento di livello nazionale.
Per questo, con determinazione n. 2 del 7 maggio 2010, è stata approvata la convenzione di collaborazione tra la Provincia autonoma di Trento e la Scuola Superiore S. Anna di Pisa per l'implementazione di un sistema di valutazione delle prestazioni del sistema sanitario.
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Network regioni: i risultati
La sanità trentina è in ottima posizione in ambito italiano, pur con alcuni elementi suscettibili di miglioramento: questo quanto emerso alla presentazione a Trento, all’ospedale S.Chiara, di fronte a numerosi operatori sanitari, dalla relazione sullo stato del Servizio Sanitario Provinciale, anno 2010. Ciò che è stato presentato è il frutto dell’adesione della Provincia autonoma di Trento, fatta nel 2010 tramite un protocollo d’intesa con la regione Toscana e una convenzione di collaborazione con la Scuola Superiore S. Anna, al Network delle Regioni progettato dal laboratorio Mes della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Obiettivo: l’implementazione di un sistema di valutazione delle performance e l’attesa di vantaggi quali il superamento dell’autoreferenzialità che si crea in un sistema chiuso tramite il confronto sistematico con altre realtà nazionali, valorizzazione delle "best practice" e dei risultati ottenuti per perseguire il miglioramento attraverso il confronto dei risultati, individuazione condivisa dei margini di miglioramento e crescita, risposta alle esigenze di trasparenza nei confronti della popolazione, responsabilizzazione sui risultati e cambiamento dei comportamenti. Il sistema di valutazione, attivato nel 2008, è costituito nel 2010 da 9 regioni: Toscana, Liguria, Piemonte, Umbria, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano, Valle d’Aosta, Marche, Basilicata.Utilizza 130 indicatori condivisi, che mirano a valutare sei dimensioni:- livelli di salute della popolazione- capacità di perseguimento delle strategie regionali- valutazione socio-sanitaria- valutazione esterna- valutazione interna- efficienza operativa e la dinamica economico-finanziaria."Abbiamo voluto costruire un modello metodologico, già sperimentato, per ottenere informazioni preziose sul nostro sistema sanitario" ha detto l’assessore alla salute e alle politiche sociali, Ugo Rossi."Noi lavoriamo in un sistema che ha una mission ben precisa", aggiunge Rossi", e cioè fare il massimo possibile per garantire al cittadino il diritto alla salute con professionalità, dando fiducia e garantendo credibilità. Altra cosa importante è il rendere conto, noi rispondiamo ai nostri cittadini, alla popolazione, alle famiglie e lo dobbiamo fare con assoluta serietà. Per fare ciò, abbiamo bisogno di indicatori chiari e comprensibili che guidino in modo corretto il nostro operato. Il confronto poi, che è fondamentale in questo modello di valutazione, ci fa superare l’autoreferenzialità, poiché abbiamo messo in evidenza anche le aree critiche, non nascondendo nulla ma costruendo un rapporto di fiducia basato sulla trasparenza e stimolo al miglioramento. Questo è un metodo, conclude Rossi, che dovrà aiutarci a valutare gli obiettivi e la capacità delle varie organizzazioni di raggiungere gli obiettivi indicati.Abbiamo evidenziato le criticità e sicuramente lavoreremo insieme per superarle"."E' fondamentale confrontare gli indicatori con altre regioni simili," aggiunge Livia Ferrario, dirigente generale del dipartimento politiche sanitarie, "evitando di essere omogeneizzati con altre realtà che si discostano dalla nostra. E’ necessario scindere il raggiungimento della qualità effettiva dal sistema dell’efficienza, poiché produrre sanità costa ed è importante farne capire il valore. Siamo in una fase dove la velocità è un elemento essenziale e quindi per noi il confronto con modelli simili e di valore non può che aiutarci per accelerare il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo preposti".Tocca poi a Sabina Nuti, direttore del laboratorio management e sanità della scuola superiore S. Anna di Pisa e a Giulio Panizza direttore dell'Ufficio programmazione, controllo, valutazione della Provincia autonoma di Trento, l’illustrazione specifica dei vari punti della relazione(vedi allegato)."Un confronto con il resto dell’Italia" afferma in conclusione Luciano Flor, direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, "con una modalità come questa rigorosa e importante, è il modo giusto e corretto per identificare degli indicatori che ci aiutino ad affrontare la complessità del sistema sanitario. Questi sono degli strumenti utili per capire i vari livelli delle nostre strutture, la correttezza del modello organizzativo e definire degli standard. Il nostro obiettivo, sul quale ci siamo impegnati di fronte a tutti i nostri cittadini non è quello di avere strutture che fanno tutto, ma di avere strutture che facciano bene."
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