Promozione ed educazione alla salute
La promozione della salute è compito primario del servizio sanitario provinciale e di tutti i soggetti che concorrono ad esso. E' attuata attraverso interventi di informazione e formazione diretti a sostenere la progressiva realizzazione di contesti sociali e culturali favorevoli alla salute e a indurre nei cittadini comportamenti salutari e responsabili.La Provincia riconosce il ruolo delle associazioni di volontariato e degli organismi senza scopo di lucro che diffondono i valori della prevenzione, della cura e della tempestività delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, attraverso azioni di sostegno sociale alle persone e altre attività di informazione e assistenza.
La promozione e educazione alla salute comprende:
Promozione del benessere individuale, familiare e sociale, attraverso attività che prevedono la valorizzazione di stili di vita sani in relazione a:
- riduzione del consumo di bevande alcoliche
- prevenzione del tabagismo
- sana alimentazione
- igiene orale
- incentivazione dell'attività fisica
- procreazione responsabile
- sicurezza.
Promozione di campagne informative e di sensibilizzazione rivolte alla popolazione generale o a gruppi target.
Elaborazione di materiali informativo e divulgativo.
Protocolli d'intesa con enti, istituzioni e associazioni di volontariato in tema di prevenzione e promozione della salute.
Collaborazione nella gestione dei programmi di diagnosi precoce dei tumori (screening).
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Percorsi della salute
Nell'ambito degli interventi volti a pronuovere stili di vita e comportamenti salutari, in linea con il "Piano provinciale della prevenzione attiva" e il "Piano guadagnare salute", che indicano nella lotta al tabagismo e all'alcolismo, nella sana alimentazione e nella promozione dell'attività motoria, i capisaldi di una buona prevenzione, si colloca l'iniziativa finalizzata ad "individuare e realizzare in provincia di Trento alcuni PERCORSI DELLA SALUTE adatti a tutte le persone che desiderano trovare giovamento nell'attività del camminare e svolgere attività fisica in generale".I vantaggi dell'attività motoria sono unanimemente riconosciuti, per il benessere complessivo delle persone, per la prevenzione di molte malattie e il controllo e la gestione delle stesse quando sono ancora in fase iniziale: malattie cardiovascolari, sovrappeso e obesità, diabete, ipertensione arteriosa, patologie muscolo scheletriche possono giovarsi dei benefici derivanti dal camminare all'aria aperta, senza la necessità di sottoporsi ad esercizio fisico particolare in palestra o in luoghi specificamente attrezzati.I PERCORSI DELLA SALUTE sono stati ideati e coordinati dall'Assessorato alla Salute e Politiche sociali – Servizio Economia e programmazione sanitaria, con la collaborazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Sono stati individuati e allestiti dalla Presidenza della Giunta provinciale – Servizio Conservazione della natura e valorizzazione ambientale. Sono caratterizzati sotto il profilo plano-altimetrico (mappe indicizzate) e riguardo a modalità, tempi di percorrenza e dispendio energetico necessario a percorrerli (parametri scientifici) nonché abbinati a specifico materiale informativo per la popolazione nel quale, oltre ai benefici dell'attività motoria, sono indicati i profili paesaggistici, naturalistici e culturali.La vicinanza ai contesti residenziali e la facilità di percorrenza, ne fanno uno strumento alla portata di tutti, e in particolare modo degli anziani costituendo anche occasione di socializzazione.I PERCORSI DELLA SALUTE realizzati sono 7: il Parco della Pace di Borgo Valsugana, il Lago della Serraia, Riva - Torbole, il Castello di Arco, Mezzolombardo - Mezzocorona, Rovereto - Ravazzone, Trento sud - Mattarello.I pieghevoli con le cartine e le informazioni utili di ciascun percorso sono disponibili su www.trentinosalute.net e verranno distribuiti presso le Aziende di promozione turistica e le strutture ricettive del territorio.
Allegati:
- Percorsi della salute 1: Borgo Valsugana, parco della pace
- Percorsi della salute 2: Lago della Serraia
- Percorsi della salute 3: Riva Torbole
- Percorsi della salute 4: Castello di Arco
- Percorsi della salute 5: Mezzolombardo Mezzocorona
- Percorsi della salute 6: Rovereto Ravazzone
- Percorsi della salute 7: Trento sud Mattarello
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Screening
Anche se maggiore attenzione va riservata, in termini di appropriatezza ed efficacia, al momento terapeutico e riabilitativo, va confermato che le maggiori potenzialità di successo sono comunque ancora legate alla prevenzione primaria (stili di vita, educazione alimentare e riduzione dell’esposizione a cancerogeni) e alla prevenzione secondaria (diffusione delle campagne di screening): per i tumori femminili vi sono evidenze di efficacia per lo screening del tumore della mammella (donne in età compresa fra 50-69 anni con mammografia bilaterale ogni 2 anni) e per lo screening del tumore del collo dell’utero tramite Pap-test (ogni 3 anni per donne in età compresa fra 25-64 anni); evidenze di efficacia sono ormai condivise anche con riferimento al tumore del colon-retto.In proposito, va segnalato che in provincia di Trento, sono attivi lo "Screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella femminile" (dal 2000, organizzato su 7 sedi, soddisfa in termini di indicatori di struttura, processo ed esito, i criteri e standard di qualità definiti dal Gruppo Italiano Screening Mammografico – GISMa) e lo "Screening del carcinoma del collo dell’utero mediante Pap-test" (dal 1993, soddisfa in termini di indicatori di struttura, processo ed esito, i criteri e standard di qualità definiti dal Gruppo Italiano Screening per il Cervicocarcinoma – GISCI), mentre, a partire dal 2007 è stato attivato (dopo lo studio la fattibilità e la sperimentazione che ha assunto come target i familiari dei soggetti cui è stata formulata tale diagnosi) lo "Screening di popolazione del carcinoma del colon-retto", esteso all’intero ambito territoriale della provincia nel 2009 e riguarda una popolazione target di circa 125.000 persone in età 50-69 anni. Tra le ASL partecipanti al sistema PASSI a livello nazionale, il 75% delle donne 25-64enni ha riferito di aver effettuato un Pap-test negli ultimi 3 anni, con un evidente gradiente territoriale Nord-Sud (85% Nord-Est range: 48% Sardegna – 91% Valle d’Aosta). Solo le Regioni del Sud non raggiungono ancora lo standard di adesione accettabile pari al 65% (Grafico 2.4.3).Per il Pap-test, tra le ASL partecipanti al sistema PASSI a livello nazionale, la quota stimata di copertura da adesione spontanea è del 37% (cfr. Grafico 2.3.4), con un evidente gradiente territoriale (40% Nord-Est; range: 6% Campania – 66% Liguria).In Provincia di Trento sono diagnosticati in media ogni anno 6,6 nuovi casi di tumore al collo dell’utero/100.000 donne. L’incidenza in provincia di Trento è inferiore rispetto al dato rilevato dagli altri registri limitrofi ed al dato medio nazionale. Complessivamente sono diagnosticati 17 casi/anno di tumore al collo dell’utero dei quali 12 casi/anno in donne in età di screening. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è attorno al 60%.Lo screening – basato sul Pap-test effettuato ogni tre anni alle donne nella fascia d’età 25-65 anni – si è dimostrato efficace nel ridurre incidenza e mortalità di questa neoplasia e nel rendere meno invasivi gli interventi chirurgici correlati. In Trentino:
- circa l’80% delle donne 25-65enni intervistate ha riferito di aver fatto un Pap-test preventivo nel corso degli ultimi tre anni (il 41% all’interno dei programmi di screening organizzati e il 38% come screening spontaneo);
- circa un quinto delle donne non è "coperto" rispetto all’effettuazione dell’esame preventivo (20%);
- la percentuale delle donne che riferisce di aver fatto un Pap-test a scopo preventivo è alta anche grazie alla presenza di un programma di screening efficiente e consolidato sul territorio;
- la copertura totale (80%) comprende, oltre le donne 25-65 anni che hanno fatto l’esame all’interno del programma di screening provinciale, anche quelle che lo hanno effettuato privatamente;
- risulta elevata anche la percentuale di donne che ha fatto almeno un Pap-test nell’intervallo raccomandato (ultimi tre anni);
il 41% l’ha eseguito nel corso dell’ultimo anno contro un atteso del 33%; il 20% delle donne riferisce di aver pagato il ticket per l’esecuzione del Pap-test, probabilmente perché ha fatto l’esame con frequenza superiore a quella del programma provinciale di screening (tre anni).Nonostante i considerevoli risultati ottenuti dal programma provinciale di screening, l’adesione potrebbe ulteriormente migliorare con interventi mirati rivolti alle non aderenti (con particolare attenzione alle donne straniere). I risultati del 2008 sono sovrapponibili a quelli dell’anno precedente.Tra le ASL partecipanti al sistema PASSI a livello nazionale, il 71% delle donne 50-69enni ha riferito di aver effettuato una Mammografia "preventiva" negli ultimi 2 anni (83% Nord-Est range: 47% Puglia – 85% Friuli-Venezia Giulia), con un evidente gradiente territoriale. Solo le Regioni del Sud non raggiungono ancora lo standard di adesione accettabile pari al 60% (Grafico 2.4.5).Tra le ASL partecipanti al sistema PASSI a livello nazionale, la quota stimata al di fuori dei programmi organizzati è del 18% (pari al 25% dell’adesione complessiva), con un evidente gradiente territoriale (16% Nord-Est range: 4% Basilicata – 32% Liguria).Come nelle altre parti d’Italia anche in Trentino il cancro alla mammella è la neoplasia più frequente rappresentando circa un quarto dei casi totali nelle donne. Nel periodo 2003-04 i nuovi casi di tumore della mammella registrati in provincia di Trento sono stati 718 (359 casi/anno). La sopravvivenza a 5 anni, nei casi incidenti archiviati dal Registro Tumori di popolazione di Trento, è dell’80% circa, valore che non si discosta significativamente dal dato medio dei registri di tumore italiani.Lo screening mammografico, consigliato con cadenza biennale, è in grado sia di rendere gli interventi di chirurgia mammaria meno invasivi sia di ridurre significativamente la mortalità per questa causa nelle donne di 50-69 anni. Nello screening mammografico la quota d’adesione spontanea al di fuori dei programmi organizzati è sensibilmente inferiore rispetto a quella osservata nello screening cervicale. Tra tutte le donne in età da 50 a 69 anni si stima che il 66% delle donne ha fatto l’esame all’interno del programma di screening ed il 11% al di fuori di esso. In Trentino:
- l’88% delle donne intervistate con 50 anni o più ha riferito di aver ricevuto almeno una volta una lettera di invito dall’APSS;
- l’85% ha riferito di aver visto o sentito una campagna informativa;
- il 57% ha riferito di essere stata consigliata da un operatore sanitario di effettuare con periodicità la mammografia;
- la percentuale di donne che riferisce di aver fatto una mammografia a scopo preventivo è abbastanza alta grazie alla presenza di un programma di screening ormai consolidato sul territorio. E’ elevata la percentuale di donne (78%) che ha effettuato una mammografia nell’intervallo raccomandato di due anni;
- il 66% delle donne campionate della fascia di età 50-69 anni riferisce di aver eseguito l’ultima mammografia all’interno del programma provinciale di screening (nessun pagamento) seguendo la periodicità consigliata, mentre una parte relativamente piccola sembra effettuare l’esame al di fuori del programma (11% di donne che dichiarano di aver pagato il ticket);
- l’età media alla prima mammografia "preventiva" è di 44 anni, in anticipo quindi rispetto all’età di 50 anni indicata dalle linee guida internazionali dei programmi degli screening organizzati.
Nelle ASL partecipanti al sistema PASSI a livello nazionale solo il 32% dei 50-69enni ha effettuato la ricerca del sangue occulto nelle feci, con la presenza di un evidente gradiente territoriale Nord-Sud (range: 4% Sicilia – 56% Emilia-Romagna); il 9% ha effettuato una colonscopia preventiva (range: 3% Basilicata – 18% prov. aut. Bolzano).Nel 2007 si sono registrati 168 decessi per neoplasie del colon retto di persone residenti in provincia di Trento. Il tasso standardizzato di mortalità raggiunge i 3,2 decessi per 10.000. Nel 2007 i decessi per tumore del colon-retto rappresentavano il 4% circa di tutte le cause di morte. Per quanto riguarda l’incidenza del tumore del colon-retto, nel periodo 2003-2004, i nuovi casi registrati in provincia di Trento sono stati 627 (313 casi/anno). In Trentino il 25% delle persone intervistate riferisce di avere fatto un esame per la diagnosi precoce dei tumori colorettali in accordo alle linee guida (sangue occulto o colonscopia); l’11% riferisce di aver fatto la ricerca di sangue occulto negli ultimi due anni come raccomandato. Non si osservano differenze significative sul piano statistico per classi di età, livello d’istruzione e difficoltà economiche. Il 15% riferisce aver di fatto la colonscopia a scopo preventivo negli ultimi 5 anni come raccomandato. In Trentino il programma di screening è stato avviato nel dicembre del 2007 (distretto Giudicarie e Rendena) e a maggio 2008 (Alta e Bassa Valsugana e Primiero): prevede la ricerca del sangue occulto come primo livello e la colonscopia in caso di positività del test. Durante il 2008 il programma è stato esteso anche al distretto Vallagarina e, entro il 2010 coprirà l’intero territorio provinciale.I programmi organizzati si confermano correlati ad una maggior adesione; la lettera di invito e il consiglio sanitario associati si confermano gli strumenti più efficaci. La non effettuazione dell’esame pare associata ad una molteplicità di fattori; per alcuni è forse possibile intervenire con un’azione comunicativa attenta e mirata.



