Assetto istituzionale e organizzativo
La Provincia Autonoma di Trento è dotata di una speciale autonomia legislativa e amministrativa che la differenzia dalle altre regioni a statuto ordinario e che le garantisce la possibilità di gestire in modo autonomo anche il Servizio sanitario provinciale.
L'assetto del Servizio sanitario provinciale è stato da ultimo ridisegnato dalla legge di riforma n. 16 del 23 luglio 2010: "Legge provinciale sulla tutela della salute" .
La sanità trentina volta pagina e guarda al futuro: il Consiglio provinciale ha infatti approvato a larga maggioranza la legge 16/2010 che riforma il sistema sanitario. Un testo condiviso, costruito attraverso un lungo lavoro in commissione e in aula consiliare, che mira a mettere al centro della disciplina il cittadino.
Tra le novità si colloca la consulta provinciale per la salute, un luogo dove i cittadini e le associazioni di volontariato contribuiscono alla crescita e alla valutazione del servizio sanitario provinciale; ma anche la camera conciliativa, dove si affrontano le richieste del territorio a livello di Comunità di valle, o l'osservatorio per la salute, organo tecnico consultivo della Giunta. Attenzione anche al tema dell'integrazione socio-sanitaria che riguarda le aree dell'infanzia, della disabilità, delle dipendenze, degli anziani e della salute mentale, con l'individuazione di un punto unico di accesso ai servizi assistenziali. Una legge basata quindi sulla partecipazione dei cittadini, delle istituzioni e delle professioni.
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I distretti sanitari
L’articolo 33 comma 2 della legge provinciale 16/2010 prevede che i distretti sanitari vengano individuati con deliberazione della Giunta provinciale, sentito il Consiglio delle autonomie locali. L’ambito del distretto coincide con il territorio di una o più comunità istituite ai sensi della legge provinciale 3/2006.L’Assessore provinciale alle politiche per la salute ha disposto un approfondimento tecnico in ordine all’attuale dimensionamento territoriale dei distretti sanitari, avuto riguardo:
- alle esigenze di funzionalità e continuità dei servizi assistenziali per la cui soddisfazione è necessario disporre di un volume sufficiente di risorse professionali e materiali;
- alle necessità di garantire l’autosufficienza in ordine alla erogazione delle prestazioni sanitarie e socio sanitarie di base in modo completo e diversificato;
- all’opportunità di supportare in modo efficace l’integrazione dei servizi dell’area sociosanitaria in cooperazione con le Comunità e in continuità con quanto previsto dall’articolo 21 della L.P. 16/2010 relativamente ai Punti unici provinciali di accesso;
- all’attenzione dovuta alla sostenibilità economica dei servizi sanitari e socio sanitari, che impone di razionalizzare gli aspetti organizzativi - tipicamente quelli di back office - pur garantendo ogni opportuna articolazione dell’assistenza sul territorio;
- alle indicazioni di cui all’articolo 3 quater comma 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 e successive modifiche che dispone per l’individuazione dei distretti con un minimo di sessantamila abitanti;
- all’ampiezza dei distretti nelle Regioni e Province autonome che risulta mediamente superiore a quello degli attuali distretti in Trentino.
Tra il 17 e 28 gennaio 2011 l’Assessore alle Politiche per la salute, il Dirigente generale del Dipartimento Politiche sanitarie e il Direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari hanno incontrato gli amministratori delle Comunità per presentare la legge provinciale di riforma sanitaria n. 16/2010 e per comunicare la proposta di individuazione dei distretti.Il relativo parere del Consiglio delle autonomie è stato espresso il 24 febbraio 2011.Conseguentemente, con deliberazione della Giunta provinciale 350/2011 sono stati individuati i seguenti distretti sanitari:
- Distretto Ovest (comprendente i territori delle comunità di Cembra, Valle di Non, Valle di Sole, Rotaliana, Paganella)
- Distretto Centro Nord (comprendente i territori delle comunità Val d’Adige, Valle dei Laghi)
- Distretto Centro Sud (comprendente i territori delle comunità Giudicarie, Alto Garda e Ledro, Vallagarina, Altopiano di Folgaria)
- Distretto Est (comprendente i territori delle comunità Valle di Fiemme, Primiero, Bassa Valsugana, Alta Valsugana, Ladino di Fassa).
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Il regolamento di organizzazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari
L’articolo 37 della legge provinciale 16/2010 dispone che il il direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari definisca la struttura organizzativa e funzionale dell’Azienda stessa mediante un apposito regolamento di organizzazione. L’articolo 37 della legge provinciale 16/2010 dispone che il il direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari definisca la struttura organizzativa e funzionale dell’Azienda stessa mediante un apposito regolamento di organizzazione. Il regolamento individua in particolare le modalità di partecipazione degli operatori alle funzioni di governo dell’Azienda e s’ispira a principi di efficienza, econonomicità e semplificazione.Il regolamento disciplina ogni altro aspetto organizzativo, economico e gestionale demandato alla competenza dell’Azienda e funzionale al raggiungimento degli obiettivi istituzionali e di quelli previsti dal piano provinciale per la salute;Il direttore generale, sentito il parere del consiglio di direzione e del collegio del governo clinico, adotta il regolamento e lo trasmette alla Giunta provinciale per l’approvazione.Il regolamento di organizzazione è stato adottato dal Direttore generale dell’Azienda con il provvedimento n. 186 del 13 aprile 2011, sulla base delle direttive impartite all’Azienda dalla Giunta provinciale con la propria deliberazione n. 2627 del 19 novembre 2010.La Giunta provinciale ha dunque approvato il regolamento di organizzazione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari con deliberazione n. 773 del 15 aprile 2011.



