Autorizzazione e accreditamento

Nel nostro Paese l'accreditamento è il momento centrale di un procedimento tecnico amministrativo complesso che il decreto legislativo n. 229 del 1999 ha ridefinito, recando innovazioni alla precedente disciplina formulata prima con il decreto legislativo n. 502 del 1992 e poi con la legge n. 724 del 1994, articolandone lo svolgimento in quattro distinte fasi: l'autorizzazione alla realizzazione delle strutture sanitarie , l'autorizzazione all'esercizio delle attività sanitarie , l'accreditamento e gli accordi contrattuali .
L'autorizzazione alla realizzazione rappresenta, in tale nuovo quadro normativo, il più rilevante elemento di cambiamento in quanto si rende necessaria la verifica del parere di compatibilità del progetto da parte della Provincia. Tale verifica è effettuata in rapporto al fabbisogno complessivo e alla localizzazione territoriale delle strutture presenti in ambito provinciale, anche al fine di garantire l'accessibilità ai servizi e valorizzare le aree di insediamento prioritario di nuove strutture. E' del tutto evidente che la disposizione tende ad evitare che si abbia una irrazionale distribuzione delle strutture, ma soprattutto che un eccesso di strutture induca aumenti ingiustificati di prestazioni e di costi a carico del Servizio sanitario nazionale.
La seconda fase del processo è costituita dall'autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria . Con l'articolo 43 della legge di riforma sanitaria n. 833 del 1978 era stato demandato alle Regioni e alle Province autonome di disciplinare, con propria legge, la materia relativa all'autorizzazione e alla vigilanza sulle istituzioni sanitarie di carattere privato.
Costituisce, perciò, un momento di autentica svolta l'emanazione del DPR 14 gennaio 1997 - Atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti minimi di carattere strutturale, tecnologico e organizzativo per l'autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria. Si tratta di un provvedimento che ha determinato un forte impatto sul sistema sanitario del nostro Paese, avendo recuperato il principio dell'uniformità della disciplina minima sui requisiti a livello nazionale ed introdotto il principio che anche le strutture pubbliche sono soggette alla procedura di autorizzazione per l'esercizio dell'attività sanitaria.
La terza fase del processo è quella dell'accreditamento , la cui disciplina è integralmente demandata alle Regioni e Province autonome e deve basarsi sull'individuazione di requisiti e standard ulteriori di qualità rispetto a quelli minimi stabiliti per l'esercizio dell'attività sanitaria, nonchè sul principio che l'accreditamento è concesso in coerenza con i fabbisogni definiti mediante la programmazione regionale.
Gli accordi contrattuali , infine, completano l'articolato sistema di regolazione dei rapporti tra le Regioni e le Province autonome nei confronti delle strutture pubbliche e private.