Contrastare il gioco d'azzardo. Al via la campagna
01/02/2012L'attività di gioco ha risvolti positivi, per la maggior parte delle persone, in termini di divertimento e socializzazione. Purtroppo esiste anche una dimensione patologica, che colpisce circa il 3% della popolazione ma che è in continuo aumento, legata alla diffusione crescente del gioco d'azzardo in diverse forme. Di fronte alla crescita di questo fenomeno l'Amministrazione provinciale si sta muovendo in diverse direzioni: promuovendo una campagna di sensibilizzazione sul gioco d'azzardo patologico nonché di riabilitazione e cura; disciplinando normativamente limiti e condizioni all’esercizio di tali attività economiche nei diversi tipi di strutture (case da gioco, bar, ecc.); promuovendo un’azione coordinata tra forze di polizia statale e comunale al fine di contrastare il gioco illecito e i possibili impatti in termini di sicurezza urbana. La presentazione delle iniziative, a cura degli assessori provinciali alla salute e politiche sociali, Ugo Rossi, e all'industria, artigianato e commercio, Alessandro Olivi ha visto fra i presenti numerosi operatori socio-sanitari, alcuni rappresentanti dell'Associazione Ama, nonché Luciano Flor, direttore dell'Azienda provinciale per i Servizi sanitari, Pirous Fateh Moghadam, dell'Osservatorio per la salute del Dipartimento politiche sanitarie, e Serena Valorzi, psicologa."Giocare in un certo modo - ha esordito l'assessore alla salute e politiche sociali, Ugo Rossi - può presentare pericoli molto gravi, pericoli che i nostri operatori socio-sanitari toccano con mano tutti i giorni. Per questo vanno fornite risposte differenziate che non siano solo relative alla cura e alla terapia, ma siano anche di informazione e di prevenzione. I cittadini devono capire quanto pericolo esiste nel gioco d'azzardo e che anche questa è una malattia patologica molto grave, basti pensare che dal 2007 al 2011 le persone in Trentino che hanno una diagnosi in tal senso sono passate da 4 a 37 e che attualmente vi sono una sessantina di persone seguite dai competenti servizi. Stiamo lavorando collegialmente su questo tema, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, pubblici e privati".L'assessore Alessandro Olivi ha quindi evidenziato come si sta muovendo l'amministrazione sotto il profilo della normativa: "Abbiamo adottato una norma che affida ai Comuni, i soggetti quindi che meglio conoscono il territorio e l'intensità che ha il fenomeno nel proprio contesto urbano, il potere di intervenire applicando il divieto della presenza di apparecchi da gioco nell'arco di 300 metri da luoghi sensibili come scuole e istituti, nonché in altre parti del territorio comunale dove si intende tutelare la qualità del contesto urbano, e questa è davvero una novità di rilievo. In primavera - sono state le conclusioni dell'assessore Olivi - si effettuerà un monitoraggio per mappare l'intensità del fenomeno e quindi si potranno eventualmente anche adottare iniziative di incentivazione alla rimozione, per situazioni di particolare criticità".Al direttore Luciano Flor il compito di illustrare l'attività di formazione promossa dall'Azienda provinciale per i Servizi sanitari: "Non esiste un gioco d'azzardo sicuro e la diffusione è purtroppo capillare anche fra i giovani, per questo vanno attuate iniziative di formazione e prevenzione decise, unite ad un'azione costante di monitoraggio. I primi corsi sono stati promossi nell'Alto Garda ma li stiamo via via proponendo in ogni distretto sanitario. Grazie poi alla convenzione con l'Associazione Ama sono stati attuati incontri formativi e di sensibilizzazione, per far capire anche ai cittadini a chi rivolgersi in caso di problematiche connesse alla dipendenza. Inoltre vi è la disponibilità ad individuare percorsi assistenziali che coinvolgano Ama, Sert, distretti, dipartimenti, nei quali l'Azienda sanitaria compia una vera e propria azione intersettoriale".Infine a Pirous Fateh Moghadam il compito di ripercorre la situazione generale e, in specifico, nella nostra regione, del gioco d'azzardo.



